Astrologia Vedica – Guadagno VS Lavoro

Più faccio e più ottengo. Ma ne siamo sicuri? Spesso associamo il guadagnare al lavorare duramente. Questa mentalità ci può portare a diventare avidi. L’avidità è uno dei sei nemici che bloccano il nostro cammino evolutivo, come viene egregiamente spiegato nel sedicesimo capitolo della Bhagavad-gītā. Nella nostra mente pensiamo: “più lavorerò e più guadagnerò”, “più architetterò piani diabolici e più otterrò quello che desidero”, “più affosserò le persone intorno a me che mi sono d’ostacolo, e più avrò posizione, prestigio e fama”. In realtà questa forma mentis – che volenti o nolenti abbiamo acquisito dalla società ultra-competitiva in cui siamo nati – non fa il nostro interesse, perché ignora completamente svariati punti essenziali della “legge del karma”.

Due Banche Dati del Karma

Ad esempio, ci saranno saltate all’occhio persone che non fanno niente dalla mattina alla sera eppure hanno tutto ciò di cui hanno bisogno e, a volte, anche molto di più. Non sono un paradosso secondo questa teoria? Non dovrebbero essere povere e sotto un ponte?

Al contrario, avete notato persone che lavorano dall’alba al tramonto, che devono fare più lavori per mantenersi, eppure non riescono ad arrivare a fine mese? Non vi sembra strano? Per la teoria del “più lavoro e più guadagno”, non dovrebbero essere tutti ricchi nababbi?

L’Astrologia Vedica ci viene in aiuto nella risposta a queste domande, spiegandoci che “lavoro e guadagno sono due compartimenti karmici differenti. Ovvero abbiamo due banche dati: una che determina quanto e come guadagneremo; e un’altra che determina come, quando e quanto lavoreremo. Possiamo dire che ho: (1) un karma lavorativo e (2) un karma che riguarda il guadagno. E non è detto che questi coincidano. Anzi, gli esempi che abbiamo fatto sono proprio un esempio di un mismatch di questi due serbatoi karmici.

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Ruolo del Destino

Ognuno di noi ha un destino (più o meno fisso) e, contemporaneamente, un certo grado di libertà d’azione chiamata “libero arbitrio”. Agendo ora stiamo creando il nostro destino futuro, ma contemporaneamente – in questo esatto momento – ci stiamo “sorbendo” il destino che abbiamo creato con le nostre stesse azioni passate. È questo destino che ci forza a: guadagnare poco, mediamente o molto; e lavorare poco, il giusto o dover lavorare tanto.

La Fortuna di Avere ciò che Vogliamo

Primo aspetto da considerare: siamo fortunati o meno in questa vita? La fortuna di una persona – che si ottiene perché nelle vite precedenti si è praticata l’etica, la morale, si è stati ligi al dovere e rispettosi verso gli altri – si vede dal reggente della Casa 9 (9L). Primo grande insegnamento: agire bene – nell’etica e nella compassione – porta sempre buoni risultati che frutteranno a momento debito donandoci un 9L posizionato in una situazione favorevole.

A seconda della posizione del 9L negli yuga-rāśi (i segni associati alle 4 ere cosmiche) abbiamo 4 possibilità: a) ottengo più di quello che posso desiderare; b) ottengo quello che desidero, semplicemente desiderandolo; c) ottengo quello che desidero lavorando duramente per ottenerlo; e d) non ottengo ciò che desidero neanche lavorando duramente.

Ecco, la scrittrice del libro “The Secret – Il Segreto” (che spiega che possiamo avere tutto ciò che vogliamo semplicemente chiedendolo all’universo) probabilmente apparteneva alla categoria “b”. Ma sappiate – come ci insegna l’Astrologia Vedica – che non vale per tutti…

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Capacità di Cambiare

Nella carta astrologica, le Case che indicano la possibilità di cambiare il proprio destino sono chiamate upacaya, le Case in cui il karma viene creato:

  • la Casa 3 indica lo sforzo che mettiamo nelle cose che facciamo;
  • la Casa 6 indica il servizio che facciamo agli altri, e i nemici interiori (cupidigia, collera, avidità, arroganza, attaccamento e invidia) che dobbiamo affrontare per avanzare nella vita;
  • la Casa 10 è il particolare tipo di azioni che compiamo, il lavoro che svolgiamo e l’attitudine che abbiamo verso il successo;
  • la Casa 11 rappresenta gli amici e i gruppi che frequentiamo, perché le nostre associazioni influiscono in modo rilevante sulla nostra esistenza: “uccelli dalle stesse ali volano insieme”, “dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”, “chi va con lo zoppo impara a zoppicare”.

Se stiamo cercando un effettivo cambiamento nella nostra vita, dobbiamo osservare con attenzione queste Case e così sfruttare le opportunità che abbiamo nella nostra vita.

Karma Lavorativo

In particolare, da un punto di vista tecnico, il focus della carriera, del lavoro e del guadagno ruota intorno alla Decima Casa (10H) e alla carta divisionale corrispondente (D-10). Anche i guadagni del lavoro che di solito si attribuiscono all’Undicesima Casa (11H) non sono altro che una derivazione della Decima Casa. Per il principio bhavat bhavam: la 11H è la seconda casa (dei guadagni) dalla 10H, per cui l’11H è la casa dei guadagni che si ottengono dal lavoro.

Quattro pianeti sono i karaka (gli indicatori) di questa Casa: Mercurio, Sole, Luna, Giove e Saturno. Ognuno di questi indicatori spiega aspetti differenti in connessione al lavoro.

Mercurio è l’indicatore principale. In particolare Giove è il pianeta della prosperità che favorisce un facile guadagno, quando è supportato dal Sole e dalla Luna. Mentre Saturno è il pianeta del duro lavoro. Avere un forte Saturno o Saturno come indicatore della propria persona (1L o Ātma-karaka) spinge la persona ad essere workaholic, non può smettere di lavorare. Alcune persone semplicemente non riescono a lavorare meno, anche se si presentasse l’opportunità.

Giove e Saturno sono due comparti karmici differenti. Questi differenti compartimenti, che possono avere differenti risultati, determinano svariate possibilità, ad esempio (usando solo poco/molto): lavoro poco e guadagno poco; lavoro poco ma guadagno molto; lavoro molto ma guadagno poco; o lavoro molto e guadagno molto. Innumerevoli sfaccettature nascono se creo le permutazioni usando più valori rispetto al binario poco/molto, come avviene per l’astrologia.

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Sapere e Valorizzare i Propri Talenti

Ora per poter migliorare la nostra situazione dovremo investire sui nostri punti di forza e accettare/sopperire ai nostri punti deboli. Come fare?

Abbiamo due macro categorie di talenti: i talenti che possiamo usare per diletto e i talenti che possiamo usare, in modo fruttuoso, per lavorare. Inoltre, molto spesso i talenti innati si manifestano apertamente, nella vita di un individuo, ma non spesso li utilizziamo nelle nostre occupazioni. A volte siamo costretti a mettere i nostri talenti (che potrebbero rivelarsi redditizi) nel cassetto insieme a svariati altri sogni.

I talenti generici di una persona – che possono essere (1) innati, (2) manifesti da autodidatta o (3) manifesti dopo aver imparato da un maestro o fatto corsi – si vedono dalla Navāṁśa (la D-9, la carta divisionale che riguarda la 9H). Quindi io posso essere un cantante talentuoso, ma guadagnerò da questo? Non è detto, potrebbe diventare il mio hobby. Potrei essere un bravo cantante di karaoke nel mio piccolo paese ma non aver alcun riscontro economico.

I talenti di una persona che permettono un guadagno si vedono dalla Dasāṁśa (la D-10, la carta divisionale che riguarda la 10H) e si dividono, a seconda della loro posizione in questa carta, in: (1) abilità innate, (2) abilità che si acquisiscono dopo aver studiato, (3) abilità che si acquisiscono dopo lo studio e il praticantato, e (4) abilità che si sviluppano solo dopo molti anni di lavoro. Se una persona ha abilità nella D-10 e lavora in quella direzione è assicurato che ne potrà ricavare il giusto guadagno.

A complicare le cose sta il fatto che ciò che ci piace non è detto che sia ciò che ci serve. E per inseguire ciò che ci piace possiamo trascure potenziali latenti che ci potrebbero aprire nuove opportunità.

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La Quota per Ognuno

Da una prospettiva spirituale, la Īśopaniṣad spiega un fondamentale segreto dell’universo. Avete presente gli uccelli del cielo e gli animali della foresta, questi hanno sempre da mangiare e hanno sempre tutto ciò che gli serve per sostentarsi. Anche noi uomini abbiamo la nostra quota che ci spetta per essere completamente sostenuti. Ma qual’è la clausola? Se mettiamo un sacco di riso in un giardino, cosa accadrà? Gli uccellini verranno e prenderanno la quantità di riso che sta nel loro piccolo becco e con questo si sfameranno e sfameranno i loro piccoli, lasciando il resto per gli altri animali.

Se un sacco di riso di quantità proporzionata (o, più modernamente, l’equivalente in denaro) lo appoggiamo per le vie di Bologna, il primo essere umano che lo vedrà lo prenderà per sé, lo metterà in magazzino e ci mangerà per un anno, non lasciando neanche un chicco per gli altri.

L’animale prende dalla natura la sua quota, mentre l’avidità spinge l’uomo a prendere tutto per sé. Per questo abbiamo persone molto ricche e persone molto povere, mentre non abbiamo uccellini molto ricchi e uccellini molto poveri.

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A livello individuale, la Sri Īśopaniṣad dice che se l’uomo prende, senza avidità, ciò che gli spetta non gli mancherà mai niente, perché verrà protetto dall’ordine cosmico. Questo principio è chiamato īśavasya, ovvero la comprensione che tutto appartiene al Divino e che è il Divino che ci mantiene. Se viviamo con tale consapevolezza non ci mancherà mai niente e non avremo mai niente di cui lamentarci.

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Per avere questa comprensione e vivere la vita con tale abbandono – soprattutto in una società che ci ha indottrinato dalla nascita nel modo opposto – serve fare un grande lavoro su noi stessi. Finché non abbiamo raggiunto questa consapevolezza, di tanto in tanto, perché non “sbirciare” il nostro karma e vedere se possiamo fare qualcosa per “aiutare” il nostro destino a fiorire?

Premakumar Das – Yoga delle Stelle

Destinazione dopo la morte: reincarnazione, aldilà o cessazione dell’esistenza? (2018)

Conferenza: Destinazione dopo la morte: reincarnazione, aldilà o cessazione dell’esistenza?
Relatore: Premakumara das

Un ringraziamento all’ AC Sankirtanyoga per aver organizzato l’evento e alla ASD Ren Bu Kan Vicenza per averlo ospitato.

C’è la vita dopo la morte? E se si quale sarà la destinazione successiva alla dimensione attuale? L’astrologia Vedica ci può dire qualcosa di ciò che succede dopo la morte?

Tematiche trattate:

1) i tre livelli di interpretazione
2) filosofia perenne
3) morte come tabù
4) cause della paura della morte
5) preparazione al test finale
6) morte come opportunità
7) elaborazione del lutto
8) la reincarnazione
9) i periodi tra una nascita e l’altra
10) cosa accade i 13 giorni dopo la morte
11) il Punya Cakra: la carta astrologica che rivela la nostra destinazione futura
12) i sei nemici
13) l’incredibile storia di Citrakethu

Buon ascolto!

Video della Conferenza: Samsara – i Segreti della Reincarnazione

Conferenza del 14 Aprile 2018 presso il Centro Culturale Shaolin, via Teglio 11 Milano. Incontro organizzato in collaborazione con Bhakti Center Milano e Soul Kirtan.

Relatore: Premakumar das

Grazie a Sri Lalita e Vasudeva Datta Prabhu. Grazie a Rohini-nandana Prabhu.

Premakumar ci parla del Samsara, introducendo i segreti della reincarnazione/trasmigrazione.

Oroscopo annuale vedico – Il compleanno come una nuova nascita

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Fin da bambino mi è stato insegnato dalla società in cui vivo – consciamente o inconsciamente – che il compleanno fosse la festa in cui tutti dovevano lodarmi e mettermi al centro delle loro attenzioni: facendomi regali, scrivendomi lettere, postando sulla mia bacheca di FB, scrivendomi WhatsApp piene di emoticon, facendomi una torta a tre piani, organizzando una festa a sorpresa (a volte facendo finta di dimenticarsi del mio compleanno) e, all’apice dello spettacolo, cantandomi in un coro (spesso stonato): “tanti auguri a te, tanti auguri a te!”.
Ma questa ‘cerimonia’, invece di rendermi l’anno a venire migliore, mi rendeva, già dal giorno dopo, ancora più frustrato: non sarei più stato al centro dell’attenzione, il compleanno era finito. Fine dell’ego-trip.
In genere, con questa dinamica sperimentiamo, in piccolo, la carriera fallimentare di una rockstar che immediatamente diventa super famosa, tocca l’apice del successo, per poi essere dimenticata dal pubblico e surclassata da altre rockstar. Depressione, droghe, frustrazione, aspettano chi ha avuto successo e poi lo perde. Per un giorno all’anno siamo famosi come rockstar e per i restanti giorni siamo persone comuni. Chiaro, festeggiare un compleanno non deve, per forza, essere così tragico! Ma esiste un modo più profondo e costruttivo per viverlo. Cambiare prospettiva spesso cambia la qualità della vita.
Siamo nati in un determinato giorno e ad un determinato orario. Non a caso. Questo momento fatidico stabilisce le linee guida in cui il nostro Karma si svilupperà per il tempo restante che viaggeremo, nel corpo che stiamo indossando, su questo pianeta.
Questo particolare giorno, con simili caratteristiche, si ripete ogni anno. È il nostro vero compleanno. Ogni anno è come se nascessimo di nuovo. È un giorno di forte connessione tra noi e il Creatore, che ha permesso la nostra nascita attraverso i nostri genitori, che sono stati suoi agenti. È un giorno sacro in cui possiamo offrire la nostra gratitudine per il fatto che siamo qui, vivi e vegeti, allo scopo di fare tutte le esperienze che ci servono per crescere e progredire. Senza un corpo fisico, questo non sarebbe possibile. Chiedete ai fantasmi.
Il compleanno è anche il giorno in cui il Creatore si ricorda di noi e ci manda le sue benedizioni. Se in questo giorno ci connettiamo alla frequenza della gratitudine – attraverso la meditazione, i mantra o la preghiera – riceveremo delle potenti benedizioni e una forte energia che potremo utilizzare per tutto l’anno a venire.
Eh sì, trasformare il proprio compleanno in un’opportunità di connettersi con la propria natura spirituale funziona come il caricatore del cellulare: ricarica le nostre batterie per tutto l’anno. Niente più rockstar depresse.
Il compleanno non è il momento in cui dobbiamo mettere noi stessi al centro, per poi soffrire quando perdiamo l’attenzione degli altri. Il compleanno è il momento in cui dobbiamo mettere al centro il Centro.
Ma c’è un altro fattore molto interessante: possiamo disegnare la Carta Astrologica del nostro compleanno e analizzare nel dettaglio l’anno che ci aspetta. È un’occasione per fare pianificazioni, per capire che energie aspettarci dall’anno e per prendere eventuali precauzioni.
Questo viene chiamato Oroscopo Annuale o Tithi-praveśa. Questo tipo di carta è ancora più specifico della Carta Natale, perché è una lente di ingrandimento per un solo anno (da compleanno a compleanno). Chiaramente entrambe le carte vengono analizzate insieme perché la prima offre indicazioni ad ampio spettro, mentre la seconda si focalizza sull’anno specifico.
Possiamo fare questa lettura annualmente o può essere una bella idea per un ‘regalo di compleanno evolutivo’ che possiamo fare ad un nostro parente o amico. L’ideale sarebbe fare l’Oroscopo Annuale prima del proprio compleanno per entrare subito in sintonia con le energie dell’anno a venire.
Ecco, l’articolo sarebbe finito qui se… per compleanno intendessi la commemorazione del proprio giorno solare di nascita.
Ad esempio, sono nato l’11 maggio e fin da bambino – prima di conoscere l’Astrologia Vedica – ero abituato a festeggiare il compleanno ogni 11 di maggio. Questo non è il giorno a cui mi riferisco nell’articolo.
Il calendario solare non è in grado dirci il giorno che contiene le informazioni ‘karmiche’ della nostra nascita.
Il giorno che ci interessa deve essere legato all’energia del Creatore, e questa si è manifestata per noi attraverso i nostri genitori. Il Sole è legato al padre e come ben sappiamo non è l’unico personaggio coinvolto nella creazione del nostro corpo. Per stabilire il giorno giusto del compleanno è necessario prendere in considerazione anche la Luna, la madre.
Nella cultura Vedica e nell’astrologia derivante, veniva utilizzato il calendario soli-lunare, ovvero basato sulla posizione sia del Sole che della Luna.
Per poter caricare le batterie, ricevere benedizioni per tutto l’anno, e per poter osservare il proprio Oroscopo Annuale, è necessario conoscere il proprio compleanno secondo il calendario soli-lunare. Questo giorno è chiamato Tithi-praveśa, che può essere prima o dopo del giorno solare della nostra nascita e solo raramente combacia.
Praveśa significa ‘ritorno’. Tithi è il giorno lunare creato dall’angolo tra il Sole e la Luna ed indica la relazione tra nostro padre e nostra madre che ha portato al nostro concepimento. A riguardo, ognuno di noi dovrebbe conoscere il proprio Tithi e cosa questo implica, perché il tipo di relazione tra i nostri genitori ha un forte impatto sulla qualità delle nostre relazioni con gli altri.
Per il Tithi-praveśa si devono verificare due condizioni: a) il Sole del compleanno deve essere nello stesso segno del Sole natale; b) il Tithi del compleanno deve essere lo stesso del giorno lunare di nascita. Trovato il momento in cui si verificano queste condizioni, possiamo disegnare la carta astrologica che ci darà le informazioni sull’anno che ci aspetta.
Quindi Tithi-praveśa indica il momento dell’anno in cui si verificano le stesse condizioni della nostra creazione, della nostra nascita.
Essere maggiormente coscienti delle energie, che si muovono sottilmente intorno a noi, ci permette di vivere meglio e più in armonia con ciò che ci circonda. Non perdiamo l’occasione meravigliosa, che abbiamo ogni anno, di poterci riempire di energia positiva. Non perdiamo l’occasione di rinascere ogni Tithi-praveśa.

Premakumar Das

 

L’Astrologia Vedica per vedere gli invisibili fili del Karma

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La combinazione planetaria all’istante della nostra nascita determinerà la quantità e la qualità di ciò che sperimenteremo in questa vita. Il Karma con cui nasciamo – che è il prodotto delle nostre azioni passate – determina cosa vivremo e cosa dovremo sperimentare volenti o nolenti. Allo stesso modo in cui il DNA determinerà le modalità in cui il nostro sistema corpo-psiche si svilupperà nel corso del percorso di crescita; ci sono informazioni nell’universo che registrano l’ordine e le modalità in cui verrà tessuta la trama di ogni singolo momento che sperimenteremo su questa terra. Possiamo chiamare questo fenomeno ‘destino’. Questo non esclude il concetto di ‘libertà’ che è semplicemente limitata dal ‘destino’ e mai negata da questo. In ogni modo, questo ‘destino’ ci obbliga a vivere una cospicua parte della nostra vita di cui non abbiamo controllo, di cui siamo solo assorti osservatori.
Lo scopo dell’astrologia non è quello di conoscere il proprio destino per rassegnarci alla nostra prigionia, lo scopo è invece quello di conoscere il destino per utilizzare al meglio la nostra libertà, per diventare ancora più liberi.
Nel Jyotiṣa, l’Astrologia Vedica, queste informazioni sono codificate nella combinazione di diversi fattori: i 9 pianeti (graha); i 12 Segni (rāśi); le 27 Costellazioni (nakṣatra) e le 12 Case (bhāva). Le posizioni di questi elementi determinano ‘destino’ e ‘libertà’.
Ad esempio, siamo obbligati a nascere in una certa famiglia, ad incontrare certe persone, siamo condizionati o limitati dai nostri pregi e dai nostri difetti, siamo guidati dai nostri gusti e dai nostri istinti. Subiamo costantemente l’influsso che gli altri hanno su di noi e costantemente stiamo influenzando le persone che ci circondano. Questo non è limitante e frustrante? Spesso rimaniamo incastrati in situazioni o aggrovigliati in relazioni malsane da cui vorremo uscire, ma non sappiamo come fare, proprio perché i fili che ci legano sono invisibili. Non ci aiuterebbe poter vedere i muri della nostra prigione, per poter capire dov’è la porta per uscirne?
Ci potremmo paragonare a piccoli insetti che sono caduti nella tela di un ragno. Ci dimeniamo in quella tela per tutta la vita, cercando la posizione comoda per noi o cercando di riprendere la nostra libertà. Ma i fili sono invisibili. Più ci dimeniamo e più veniamo catturati. Finché il ragno del tempo non viene a divorarci. Perché il tempo divora ogni cosa.
L’Astrologia Vedica è la scienza che ci permette di vedere quali sono i fili che ci legano, che bloccano il nostro potenziale, che ostacolano il nostro successo, che ci rendono dipendenti da cose, situazioni e persone. Ci aiutano a trasformare il ragno del tempo in un amico. Il tempo è amico di chi cresce, perché dona saggezza e serenità.
Questo destino non è nient’altro che lo scenario nel quale compiere le nostre azioni. La nostra vita è un teatro e noi stiamo inscenando un particolare personaggio. È la ‘legge del Karma’ che ci forza ad interpretare una particolare parte nella storia della nostra vita.
Questa storia cambia periodicamente la sua trama a seconda del tempo. Da un punto di vista astrologico queste fasi sono scandite da Daśā (letteralmente periodi, stati o condizioni della vita) che correlano gli influssi planetari della carta a ben determinati periodi nella vita dell’individuo. I periodi prendono il colore del pianeta che li rappresenta e ‘attivano’ nella giusta tempistica le varie zone karmike che la persona deve sperimentare nella sua vita.
A volte viviamo una commedia; a volte è cabaret; altre è una storia romantica; a volte una noiosa trasmissione televisiva di routine; oppure un’avventura e un viaggio; di tanto in tanto un giallo pieno di mistero; e altre ancora è un film drammatico. Con i Daśā possiamo sapere qual è il genere teatrale che stiamo vivendo in questo momento, cosa abbiamo vissuto nel passato e cosa sperimenteremo nel futuro.
Qual è lo scopo di questo? Conoscere e conoscersi. Perché serve conoscere? Perché il passato ha il potere di bloccarci in rancori, rimpianti e sensi di colpa. Perché il futuro ci blocca alla paura e all’aspettativa. E sia che siamo bloccati in avanti o in dietro, il risultato e che il presente ci scivola di mano.
Il presente è l’unica realtà (il passato non esiste più e il futuro non esiste ancora) ed è l’unico momento in cui possiamo agire ed esercitare la nostra libertà. È importante conoscere e realizzare il proprio passato per imparare e per liberarci da tutto il vissuto che ci blocca nel presente. Conoscere il futuro ci serve per prepararci alle nuove storie che ci aspettano, imparando a collaborare con il regista. I pianeti ci spiegano le sottigliezze del tempo.
Il nostro ‘libero arbitrio’ è il modo in ci muoviamo in questa rappresentazione e le scelte che facciamo nelle possibilità del nostro personaggio.
Possiamo dire che in questo teatro abbiamo un certo grado di improvvisazione. Questo grado di libertà può cambiare drasticamente l’andamento dell’opera. Nel caso estremo il regista può dare poco spazio alla nostra creatività e così forzarci a seguire minuziosamente il copione. Al contrario, il regista può darci tutta la libertà di improvvisare a patto che rispettiamo il carattere del personaggio che stiamo inscenando. Tutto questo avviene come accordo tra il regista e l’attore. Certo, c’è anche un regista. Quando si capisce come comunicare col regista inizia il proprio percorso spirituale. Ma questo è un altro discorso.
In ogni caso, siamo costretti a vivere delle storie, ma siamo comunque liberi di decidere con che attitudine farlo. Nella vita siamo forzati a vivere momenti drammatici, qui la nostra libertà è quella di deprimerci o imparare a superare gli ostacoli. Nella vita siamo costretti a vivere momenti romantici o passionali, dunque la nostra scelta sta nel lasciarci catturare alla tentazione della superficialità o sviluppare rapporti profondi e sinceri. Nella vita abbiamo momenti di successo e momenti di insuccesso, ancora una volta, è come gestiamo le nostre risorse che determina la qualità del nostro futuro. Conoscere come il tempo agisce su di noi, attraverso la Carta Natale, ci aiuta ad affrontarlo con la giusta attitudine.
Karma è azione e reazione. Infatti, come abbiamo creato l’attuale ‘destino’ recitando in spettacoli precedenti, la nostra odierna recita sta ispirando la creatività del regista che, proprio in questo momento, con la penna in mano, sta scrivendo nei pianeti un nuovo capitolo del nostro futuro.

Premakumar Das

Rimedi astrologici per l’eclissi lunare totale di oggi, 31 gennaio 2018

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Oggi 31 gennaio 2018 ci sarà un’Eclissi di Luna totale. Ma ad essere eclissata non sarà una Luna qualsiasi, bensì una ‘Super Blue Blood Moon’. Sarà ‘Super’ perché avrà un’orbita molto vicina alla terra e sarà il 14% più luminosa del solito. Sarà ‘Blue’ perché è la seconda Luna Piena del mese di gennaio. Mentre sarà ‘Blood’ a causa del colore rosso sangue che avrà quando sarà coperta dall’ombra della terra.
In Italia, non potremo vedere l’eclissi con i nostri occhi, perché accadrà nel primo pomeriggio, mentre il nostro cielo sarà ancora illuminato dal Sole. Questo non ci esime dagli influssi che questo momento ‘delicato’ può proiettare su di noi, specialmente sulla nostra mente. Rahu e Ketu, i nodi lunari (ovvero i punti matematici in cui avvengono le eclissi), hanno il potere di ‘eclissare’ la nostra mente, di rendere le nostre emozioni torbide e di velare la nostra lucidità. La Luna infatti, nell’Astrologia Vedica, è la diretta rappresentante delle funzioni psichiche e delle emozioni. Perciò l’Eclissi di Luna è un momento adatto per raccogliersi e recitare mantra, per liberare la mente dall’influsso di Rahu che genera confusione, paura e ansia. La congiunzione Rahu e Luna crea infatti svariati disturbi a livello psicologico.
Ecco, in una società così nevrotica come quella in cui viviamo, non possiamo permetterci di non prendere serie precauzioni!
Abbiamo un importante esempio storico che rivela l’utilizzo dei mantra in questi casi: Caitanya Mahāprabhu nacque mentre tutto il suo villaggio stava cantando a gran voce, o recitando silenziosamente, i mantra vaiṣṇavá. Nacque quindi in un’atmosfera carica di energia positiva. Questo clima si era creato per il fatto che le persone volevano schermarsi dalle influenze dell’eclissi di luna del 27 febbraio 1486.
Astrologicamente parlando (da una prospettiva siderale) l’eclissi sarà a 18° nel segno del Cancro e la Luna si troverà in una posizione molto delicata, chiamata gandanta, in Asleshā Nakṣatra. Il gandanta è un punto di intensa trasformazione e questo rende il fenomeno, che oggi osserveremo, ancora più intenso.
In Italia (UTC+1), la fase della penombra inizierà dalle 11:51. L’eclissi parziale partirà dalle 12:48. Mentre l’eclissi totale, il momento più delicato, si manifesterà dalle 13:52 alle 15:08. L’eclissi parziale finirà alle 16:11 e la luna uscirà dalla zona di penombra alle 17:08.
Anche se tutto il fenomeno astronomico dura dalle 11:51 alle 17:08, il periodo più critico è dalle 13:52 alle 15:08. Durante questo periodo, sarebbe opportuno digiunare e recitare un numero prestabilito di mantra.
Le eclissi di Luna danno una particolare benedizione (phala-śruti). Se durante il periodo dell’eclissi recitiamo almeno due cicli di 108 volte del maha-mantra e allo stesso tempo esprimiamo un desiderio, questo si esaudirà molto presto. A seconda del nostro livello di coscienza ambiremo ad un desiderio materiale oppure ad una richiesta spirituale.
È molto semplice: basta raccogliersi un attimo (possiamo trovare un ritaglio di tempo anche se siamo al lavoro) e recitare (per due cicli da 108) il maha-mantra: Hare Krishna Hare Krishna Krishna Krishna Hare Hare Hare Rama Hare Rama Rama Rama Hare Hare.
Provare per credere.

Premakumar das